sabato 18 novembre 2017
My AltamuraWeb
Inserisci la tua vetrina
Info e contatti
 
     
 
Home Page Città e Info Turismo Multimedia Community Forum Shopping Vetrine My   Sei già registrato? Accedi
 
   
 
Turismo
Home Page Turismo
Scheda della città
Raggiungere Altamura
Hotel e Bed & Breakfast
Ristorazione e locali
Sagre e mostre
Folklore
Prodotti tipici
Gastronomia e ricette
Visita guidata
Cosa visitare
La Cattedrale
Le chiese
I palazzi storici
L'uomo di Altamura
I dinosauri
Il Pulo
Il Santuario
I musei
 
L'Uomo di Altamura

Eclissatosi 250 mila anni fa nella grotta di Lamalunga, che lo ha conservato nel suo scrigno e lo ha consegnato a noi spregiudicati discendenti del terzo millennio, oggi l'Uomo di Altamura ritorna a calcare la scena.
Probabilmente allora non percepiva l'agguato che quella grotta gli tendeva.
Lo spaventava più la grandiosa voragine del Pulo, la cui calotta era improvvisamente sprofondata, aprendo al sole sulla parete settentrionale a strapiombo grandi cavità sgombre dai flussi pluviali, che diventarono i suoi ripari dalle fiere e dalle intemperie.
Suoi coetanei abitavano la Murgia Franchini e avevano imparato a non avventurarsi, durante i periodi di piena, tra i canaloni gonfi d'acqua che confluivano nella grave di Farawalla.
Leggende ancora vive raccontano di intere mandrie precipitate, con i loro pastori, nel buco nero di Farawalla e rinvenute dopo giorni e giorni nel golfo di Taranto.
Nell'antico canalone di Lamalunga l'Uomo di Altamura fu travolto dalle acque e fu scaraventato, attraverso uno pozzo che intercettava una galleria di scorrimento, a 30 metri dalla superficie, nella sala principale della grotta.
Una successiva piena lo trasportò in un ramo secondario di assorbimento, dove rimase incastrato tra le stalattiti.
L'acqua lo sommerse e ricamò sul suo scheletro, con l'alabastro, merletti di concrezioni a "cavolfiore". Attraverso gli altri pozzi e sospinte dai flussi stagionali, numerose carcasse di animali raggiunsero la grotta. L'acqua le depositò col limo, l'argilla rossa e la sabbia negli anfratti più segreti.
250 mila anni dopo il C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche), il giorno 07/10/1993, durante l'esplorazione della grotta di Lamalunga, fa una scoperta di rilevanza mondiale: "L'Uomo di Altamura" gli unici resti di scheletro umano intero del paleolitico.
Ossatura calcarea formatasi 130 milioni di anni fa costituita dal calcare di Bari e calcare di Altamura, da rocce di origine calcareo-arenacee (i tufi mazzaro, cozzoso, salso) a cui si alternano argille, depositi alluvionali e terre rosse formatesi tra 1 milione e 2 mila anni fa, coltivabili e concentrate nelle lame.
All'ispessimento sovraorbitale si contrappone infatti quello posteriore in prossimità della nuca, che rimanda a fossili umani più arcaici. La scoperta dell'ominide nella grotta di Lamalunga è riconducibile ad un maschio adulto di 160-165 centimetri. E' integro nella struttura scheletrica ed è in ottimo stato di conservazione. Sul suo cranio sono presenti sia i tratti arcaici che quelle trasformazioni morfologiche, stabilizzatesi nei neandertaliani, che consentono di collocarlo nel gruppo di fossili del Pleistocene Medio europeo, tra le forme di Homo erectus (400 mila anni) e le forme di Homo di Neanderthal(85 mila anni), in una fase di passaggio stimata intorno a 250 mila anni fa.

Museo Nazionale Archeologico

 
Informazioni

Periodo storico

250 mila anni fa

Dove si trova
Grotta di Lamalunga nella Murgia altamurana Sp.157 Altamura - Quasano (direzione Pulo)
Apertura al pubblico
Aperto dalla 9.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30; chiuso il lunedì
Ticket ingresso
Il biglietto viene acquistato presso la Masseria Ragone, sede della grotta di Lamalunga e ha i seguenti costi: intero Euro 2,50; ridotto alunni Euro 1,00; comitive (minimo 25) Euro 2,25
Recapito telefonico
Museo Nazionale Archeologico - 080.3146409
 
     
     
 
Copyright © 2017 - AltamuraWeb il portale di Altamura - Tutti i diritti riservati
Totale visite: 9.390.539 - Visitatori collegati: 600