martedì 16 luglio 2019
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Sulla strada che anticamente portava a Bari, ossia sulla via per La Mena, gli abitanti della città avevano eretto una nicchia, seu Conella, in contrada della Vasci e propriamente nel luogo detto Tufara, collocandovi una immagine della Madonna. Costituiva per il viandante un segno di protezione lungo il cammino che si snodava attraverso la Murgia, dove la strada si faceva più solitaria e non poche volte più insidiosa a causa della facile presenza di ladri. 'Ai viandanti e pellegrini, scrive Simone, che all'entroterra Appulo-Lucano, dopo aver fatto religiosa sosta nei vasti prati circostanti la vetusta (a.1400) Cappella Madonna della Croce o di Bisanzio, riprendevano il cammino per recarsi devoti sulla tomba di S Nicola di
i Bari o a Barletta per imbarcarsi per Luoghi Santi, il popolo altamurano intendeva rivolgere l'augurio di buon viaggio: 'la Madonna v'accunbagn'. Quivi, nel 1747, il canonico Giambattista Nicolai, mosso dalla devozione verso la gloriosa Madre di Dio, mediante la cessione del sito fattane dalla vedova Angiola Selvaggi, costruì una cappella onde con più fervore concorrano i fedeli a rendere alla Beata Vergine del Buoncammino il dovuto culto costituendo per dote sessanta ducati d'argento e a titolo di pio legato un tomolo stuppelli quattro di terre piantate di vigne e stimato in somma di ducati centotrentacinque per la celebrazione di sette Messe piane seu lette ogni anno in perpetuo nei giorni delle sette festività della beatissima Vergine e più una messa cantata nel dì 2 luglio, giorno della visita designato per la festa in detta Cappella.
L'atto di erezione con rispettiva dote ed obblighi viene firmato il 9 giugno 1747 da Giovanni Battista de Nicolai, umilissimo oratore e da don Pasquale Bove e don Pietro Onofrio de Bernardi, testi, presso la Rev. Curia, sede vacante, e chiedeva il beneplacito e la licenza per la benedizione e la licenza della detta Cappella ad un sacerdote da destinarvi. In data 16 giugno 1747 il can. Tesoriere Mercadante, vicario capitolare di Altamura, accetta ed incarica per la benedizione il rev.mo don Michele Tancredi riservandosi di nominare in seguito l'economo che celebri nei giorni stabiliti in detta Chiesa (Arch. Capit. Erectio Ecclessiarum, ff. 164 e seg.)

Il 1844, si legge nel depliant curato da D. Carlucci, il can. Tommaso Carlucci all'antica Cappellina fatiscente affiancò, senza distruggerla, una cappella più grande, con la volta a botte e dotata di organo e arredi sacri. Per soddisfare la devozione popolare dei viandanti poi fu aperta una porta laterale, con architrave e stipiti in pietra, e uno spioncino e un grosso pesùle davanti: attraverso lo spioncino il fedele poteva vedere l'immagine della Madonna sulla parete di fronte dell'antica cappellina e invocarla.
Inoltre per facilitare l'accesso alla chiesa, collegò con una strada la nuova via per Bari con via per La Mena costruendo anche una edicola in pietra e una croce in ferro proprio sulla svolta di via Bari.
La conservazione e la manutenzione della Chiesa fu affidatata alla solerzia dei Rettori, succedutisi nei tempi: don Giovanni Genco, don Paolo Tafuni, don Salvatore Maggi, don Peppino Lagonigro, sacerdoti altamurani. Verso il 1950 il sac. Paolo Colonna dotò la cappella di un abside e costruì una sagrestia più grande. Nel 1950, a ricordo dell'Anno Santo, perchè della devozione degli avi rimanesse gloriosa memoria, S.E. Mons. Rotolo, prelato Ordinario di Altamura, elesse la chiesetta a Santuario con tutti i privilegi che tale titolo comporta. Nel 1965 il Santuario venne affidato alla cura dei PP. Barnabiti i quali operarono un adattamento creando due cappelle laterali, una dedicata al S.Cuore e l'altra destinata a conservare l'immagine della Madonna. Nel 1995 alla cura del Santuario si succedettero i Padri Oblati Figli del Divino Amore: questi per rispondere alle esigenze sempre crescenti del Santuario, stanno accarezzando l'idea della costruzione di un Santuario più grande, ma nel frattempo hanno realizzato una costruzione polivalente per n.700 posti, che dovrà attualmente servire anche per il culto nei giorni di maggiore affluenza dei fedeli. Oggetto di culto al Santuario sono l'affresco e la statua. L'affresco risale probabilmente all'inizio della seconda metà del '700,può essere

stato realizzato nella chiesa costruita nel 1747, si tratta di una immagine, come nota Carlucci, diversa per atteggiamento ed espressione da tutte le altre immagini di Maria venerate in Altamura. In occasione dei rifacimenti operati al Santuario dai FP. Barnabiti l'affresco fu trasferito al centro dell'abside. La rimozione del quadro fu fatale per l'antico dipinto che si spezzò in due a causa di una preesistente frattura non consolidata, come si legge in una nota del Bollettino Vocazioni in Cammino (Altamura- Settembre 1970).

L'affresco fu restaurato ad opera dei pittori Pio e Silvio Eroli e nel 1969 fu collocato al centro dell'abside. Oltre l'affresco, oggetto di culto al Santuario è la statua della Madonna. Si avvertiva il bisogno di portare in processione la Madonna, per questo, si pensò a realizzare una statua. Sono state, nel tempo, realizzate due statue: la seconda in seguito al deterioramento della prima. Non si conservano nè le date, nè i luoghi delle due realizzazioni. Si tratta, per la statua attuale, di una maceln in legno, ossia un telaio per la gonna e un manichino per il busto, con la testa, le mani, i piedi, il tutto rivestito di ricchi abiti e manto azzurro, Con la statua ebbero inizio le processioni, prima nell'ambito della cappella campestre poi verso la città specie in occasione di siccità e pertanto per rogazioni di acqna. In tali occasioni la statua veniva collocata su un carro tirato a braccia, con grande sforzo, con pesanti corde da parte di uomini. In città la Statua veniva allogata alternativamente nelle chiese diS.Teresa e di S.Domenico, soltanto nel settembre del 1920 per la prima volta fu portata in Cattedrale per soddisfare la pietà dei fedeli ed in special modo di molti giovani soldati che, dopo parecchi anni di lontananza, volevano rendere alla Vergine Santissima un omaggio di maggiore onore o venerazione (Del.Cap.vol.XVII f.7).
Dopo questa circostanza si deliberò (10 maggio 1923) 'che la Venerata Immagine possa essere accolta in Cattedrale sempre' (Del.Cap.vol.VII, f.36).
Il 15 settembre 1954 ricordando il centenario della proclamazione del dogma dell'Immacolata ci fu l'incoronazione della statua per mano del cardinale Masella, il quale pose sul capo della vergine e del Bambino le corone d'oro forgiate con l'oro raccolto dai fedeli e fuso in Cattedrale, alla presenza del popolo, il 14/5/54. Le corone erano state benedette personalmente dal Papa Pio XII.

LA FESTA
Nel popolo altamurano è stata sempre fortemente sentita la devozione alla Madonna del Buoncammino, nella storia, però, della sua festa c'è stato un crescendo che è andato da una peregrinatio sporadica occasionale ad una festa fissa che è finita con il divenire la festa rann della città.
Essendo l'economia altamurana eminenternente agricola si avvertì il bisogno di portare la statua della Madonna in città quasi atto di ringraziamento e di propiziazione a cavallo tra l'annata agraria trascorsa e quella nuova.
Così si finì con il portare in città sistematicamente la statua in data fissa e praticamente nel pomeriggio della domenica successiva al 15 agosto per celebrarne la festa il secondo sabato del mese di settembre, così con decisione di Mons. Pisani del 13 aprile del 1991, mentre prima della riforma liturgica la festa si svolgeva di domenica.
Il trasporto della statua in città avviene con grande partecipazione di popolo e con note folcloriche caratteristiche di cui principali sono l'asta della bandiera, il carro e la cavalcata.
L'asta della bandiera - L'origine dell'asta della bandiera è un pò congeniale alla stessa festa, forse determinata dall'uso prevalente nelle feste religiose della Puglia di avere il simbolo di una bandiera, ma anche dal bisogno di trovare un sussidio finanziario alle spese occorrenti. La licita avviene nello stesso giorno della processione ed ha inizio sempre da 'abbasce a Tringhenidde', nei pressi dell'incrocio tra Via Bari e Via Ofanto, per terminare a 'la chiangète de la porte Vère', ossia alla pavimentazione in pietra che si trova a Porta Bari. La licita si svolge secondo uno stile proprio delle aste pubbliche fissato dal decreto regio n. 827 del 1924,

quello cioè dell'estinzione delle candele. Il banditore da fermo grida la prima offerta, annunciando la prima candela, indi rulla a lungo il tamburo della bassa musica. Si riprende poi il cammino finchè non arriva la seconda offerta, parimenti con lo stesso rito, e così fino a che non si perviene alla chianghète di Porta Bari, dove l'asta viene aggiudicata definitivamente, naturalmente con applausi e festeggiamenti per il vincitore da parte di parenti ed amici. Egli è considerato il presidente onorario della festa e da quel giorno conserverà per tutto l'anno, con devozione ed onore, nella sua casa, la bandiera che il giorno della festa verrà rilevata a suon di banda.
Terminata l'asta della bandiera ha inizio la processione. La statua è collocata su un carro tirato da buoi, u carretton, un traino, cioè, grande adibito a trasporti pesanti. Nei primi tempi il carro veniva tirato a mano, con funi, da uomini devoti, ma poi furono adibiti i buoi. Con il motorizzarsi dell'agricoltura si sostituì ai buoi il trattore, ma soltanto per poco tempo, perchè si ritornò di nuovo ai buoi che vengono rilevati dalla vicina terra lucana. Sul carro siedono festanti i bambini che fanno corona alla statua osannando alla Vergine con canti gioiosi. Precede il carro un corteo di cavalli, la cavalchète, ornati di guadralpe, di fiori e lampadine alla testa e alla criniera. I cavalieri indossano pantaloni neri, camicia bianca e drappo rosso alla vita, la cegna, tipico abbigliamento del contadino altamurano.
Fungono da cavalieri i giovani, ma anche ragazzi e talora bambini messi al sicuro in un cerchietto installato sulla sella. Ogni cavallo ha il suo palafreniere. La processione attraversa, tra una fiumana di popolo, la Via Bari, poi segue l'estramurale iniziando da Via Gravina per ritornare a porta Bari, di dove, dopo l'onore reso alla Madonna da Parte del Vescovo, del clero e del sindaco che Le consegna le chiavi della città, si procede verso la Cattedrale. Il secondo sabato di settembre si celebra con grande solennità la festa che è preceduta da una novena con una notevole partecipazione di popolo. Il giorno dopo, domenica, la statua viene portata per via diretta al Santuario su un piccolo rimorchio o portata a spalla. A Porta Bari l'immagine viene voltata verso la città, e con una breve sosta quasi un ultimo saluto e una benedizione per i suoi figli, poi sosta ancora nel giardino dell'ospedale, viene così offerta a tutti gli ammalati la possibilità di salutare e pregare la Madonna.


 
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