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Altamura è videosorvegliata
Altamura è videosorvegliata
venerdì 31 luglio 2009
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E’ al centro del dibattito politico da diversi anni. Parliamo del progetto di un sistema di videosorveglianza comunale nonché della realizzazione di un’area a traffico limitato mediante l’installazione di lettori a fibra ottica e di sensori retrattili. Oggi, dopo iter amministrativi complessi e faticosi, sembrerebbe essere giunto a realizzazione un percorso lungo e accidentato che dovrebbe consegnare alla città uno standard di vivibilità più elevato. L’uso del condizionale resta d’obbligo in considerazione del fatto che ogni provvedimento necessita, per la sua piena efficacia, della forte collaborazione dei cittadini. Per conoscere questi due diversi progetti, tra loro comunque collegati, ci siamo avvalsi della collaborazione del Comandante della Polizia Municipale Michele Maiullari, che ci ha illustrato gli aspetti dei due provvedimenti ormai avviati ad esecuzione.
ZONA A TRAFFICO LIMITATO
Il provvedimento prevede la creazione di una nuova zona a traffico limitato, sostanzialmente coincidente con l’area del centro storico strettamente inteso, con la successiva individuazione di Corso Federico II di Svevia quale zona interamente pedonale e chiusa al transito di qualsivoglia autovettura. Lungo il perimetro di questa area sono stati sistemati sette varchi a lettura ottica che consentono l’individuazione della targa di ogni autovettura al suo passaggio con la successiva ed automatica verifica della sussistenza della necessaria autorizzazione al transito. Il passaggio sarà consentito ai soli residenti, opportunamente registrati presso un’apposita banca dati costituita in queste settimane dal Comando della Polizia Municipale. Tale registrazione è attualmente in corso per opera della Polizia Municipale ed avviene in modo del tutto gratuito, almeno un veicolo per nucleo familiare residente nell’area a traffico limitato. Per le ulteriori autovetture appartenenti ai vari nuclei familiari, probabilmente, ma non è ancora certo, l’autorizzazione al transito e alla circolazione nell’area in questione sarà subordinata al pagamento di una sorta di abbonamento, la cui quantificazione è ancora incerta. Per quanto concerne gli operatori commerciali le cui attività insistono nella nuova zona a traffico limitato, invece, sono state previste delle fasce orarie giornaliere in cui ai propri mezzi sarà consentito l’accesso all’area interessata onde svolgere l’attività di carico e scarico delle merci. Tale fascia giornaliera consterà di tre ore mattutine e di due ore pomeridiane. Per coloro che invece sono costretti al passaggio nella zona per ragioni di carattere professionale pur non risiedendovi (si pensi ad esempio ad un medico in visita) è stato previsto che il soggetto interessato, entro i tre giorni successivi all’accesso, dovrà comunicare al Comando della Polizia Municipale l’avvenuto accesso e le ragioni dello stesso onde evitare di incappare nella sanzione pecuniaria (ossia la “cara” e indimenticabile multa)prevista per chi accede alla zona a traffico limitato pur non essendovi autorizzato. Si è inoltre previsto un meccanismo di concessione di permessi temporanei d’accesso che potranno essere rilasciati per comprovate esigenze contingenti dietro apposita richiesta. Ovviamente, data la novità assoluta di questo intervento, per i primi trenta giorni di attività, diversi operatori di Polizia Municipale saranno dislocati presso i sette varchi dotati di sensori a lettura ottica per informare gli automobilisti attraverso materiale informativo, onde evitare spiacevoli sorprese..Il provvedimento, inoltre, si arricchisce con la prevista installazione di due pilomat retrattili presso Corso Umberto I e via Ottavio Serena che saranno azionati soltanto nelle giornate domenicali e in quelle festive. In futuro ci saranno nuovi pilomat per giungere ad una ulteriore estensione, pur sempre temporanea, dell’area a traffico limitato che consenta una razionalizzazione della mobilità cittadina ed un abbassamento delle concentrazioni di polveri sottili nella nostra città. Non sono mancati gli ultimi intoppi burocratici e amministrativi che hanno frenato la partenza del progetto. Ad oggi il Consiglio Comunale, a causa dei burrascosi rapporti all’interno della maggioranza di governo, non ha ancora provveduto all’approvazione del regolamento che disciplina l’istituzione della nuova zona a traffico limitato e la sua applicazione. Tale approvazione costituisce condizione indispensabile perché il progetto possa arrivare alla sua effettiva applicazione. Il rischio, neanche tanto ipotetico, è che l’assise comunale non riesca a giungere alla necessaria approvazione prima della pausa estiva e che dunque la partenza del progetto slitti almeno a settembre, se non oltre.
VIDEOSORVEGLIANZA
Il progetto prevede l’installazione di quaranta videocamere collocate nell’ambito dell’intero territorio cittadino, e più precisamente in quelli che vengono ritenuti i punti nevralgici della città, come ad esempio le vie d’uscita. Saranno collegate alla centrale operativa del locale comando di Polizia Municipale nonché a quella della Stazione dei Carabinieri e dovrebbero consentire agli operatori delle forze dell’ordine un più penetrante controllo sull’intero territorio. Il progetto è stato oggetto, nel recentissimo passato, di forti contestazioni da parte di alcuni gruppi organizzati di cittadini che hanno classificato il progetto come una sorta di “Grande Fratello” altamurano. Rispetto a questa considerazione il Comandante Maiullari rassicura i cittadini: le immagini raccolte mediante le telecamere installate saranno conservate solo per i sette giorni successivi alla registrazione per poi essere distrutte così come previsto dal regolamento attuativo attualmente al vaglio del Consiglio Comunale. Tale regolamento, per la verità assai approfondito, disciplina in modo preciso le modalità di utilizzo delle immagini registrate, individuando anche i titolari del diritto di accesso e le modalità del suo esercizio. Tra coloro che, invece, sono stati favorevoli al provvedimento, non sono mancate le perplessità in ordine al numero di telecamere previste (quaranta), ritenuto eccessivo per le esigenze di controllo del territorio. Maiullari, invece, rileva come per un territorio assai esteso come quello della nostra città il numero di telecamere possa risultare addirittura insufficiente, prendendo come esempio il quartiere di Trentacapilli che, nonostante la sua imponente estensione territoriale (praticamente una cittadella a sé), sarà momentaneamente dotato di una sola telecamera. Tutto ciò, ha proseguito il dirigente comunale, renderà necessario, nell’immediato futuro, provvedere ad una implementazione del sistema di sorveglianza.




Fonte: periodico free
 
 
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