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Maxi operazione GdF: chiuso opificio cinese
Maxi operazione GdF: chiuso opificio cinese
mercoledì 4 ottobre 2006
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Maxi operazione ad Altamura. L'operazione "Sudoku", svoltasi in mattinata con l'ausilio di mezzi d'aria e di terra ha portato alla chiusura di un'azienda cinese per violazione della legge 626/94. Di seguito il comunicato diffuso durante la conferenza stampa odierna. Nel quadro dei controlli del territorio disposti dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Bari per la lotta all'economia sommersa e al cosiddetto lavoro nero, il più delle volte perpetrato con lo sfruttamento di manodopera extracomunitaria clandestina, i finanzieri dalla tendenza di Altamura, hanno concluso nell'ambito dell'operazione denominata in codice "Sudoku", un'attività di servizio condotta nei confronti di un opificio di Gravina in Puglia gestito da un cittadino extracomunitario di nazionalità cinese.

I finanzieri durante lo svolgimento di alcune indagini, hanno accentrato la loro attenzione nei confronti di una ditta, la C.J. operante nel settore della produzione di salotti che, perfettamente inserita nel tessuto economico locale nascondeva, però, gravi irregolarità in materia di sicurezza sul lavoro.

Il responsabile dell'impresa è stato denunciato per violazione alle norme prescritte in tema di sicurezza ed igiene dei luoghi di lavoro, visto che i locali in cui operavano i lavoratori, erano addirittura utilizzati come dormitori.

I finanzieri hanno quindi sottoposto a sequestro l'immobile - di circa 3000 m quadri, in cui erano state installate una decina di macchine destinate alla fabbricazione di poltrone e divani, nonché ai tavoli da taglio, postazioni da incollaggio, impianti di sollevamento, nastri trasportatori, ma non metri per aria compressa, il suo le cucitrici, ventilatori far asciugare il pellame, numerose suppellettili e materiale vario destinato alla lavorazione.

Nel complesso l'operazione "Sudoku" ha permesso sino ad oggi di conseguire i seguenti risultati operativi:
- 6 imprese ispezionate;
-63 soggetti extracomunitari identificati di nazionalità cinese;
- 6 extracomunitari sprovvisti di permesso di soggiorno, per i quali si era resa necessaria la procedura di identificazione presso la questura di Bari finalizzata alla successiva emissione dei relativi decreti di espulsione;
- 2 cittadini extracomunitari tratti in arresto per violazione alla legge sull'immigrazione;
- 5 soggetti denunciati all'autorità giudiziaria per violazioni alle norme sull'igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro nonché per violazione alle norme sull'immigrazione;
- 2 cittadini extracomunitari minorenni affidati ai servizi sociali;
-15 lavoratori identificati e rilevati per mancata assunzione;
- 5 immobili destinati ad opifici sottoposti a sequestro per complessivi metri quadrati 8000 nonché attrezzatura da lavoro ivi presente.

A fattor comune è emerso che le imprese gestite da cittadini orientali utilizzavano connazionali facendoli lavorare in luoghi malsani e poco arieggiati, senza aspirazione dei vapori, senza vie di emergenza.

Nel corso degli accertamenti sono stati denunciati anche soggetti per:
-non aver fornito ai finanzieri documentazione attestante la certificazione di prevenzione incendi;
-non aver provveduto alla nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione aziendale;
-non aver ottemperato agli obblighi previsti per la valutazione dei rischi chimici;
-non aver provveduto alla notifica, agli organi territorialmente competenti, delle informazioni previste nell'apposita scheda sulla sicurezza.

In una occasione le circostanze sono state aggravate dalla presenza di due minori, che vivevano e giocavano tra le attrezzature da lavoro, pelli, alla e prodotti infiammabili con conseguente rischio per la loro salute.

Tutti i lavoratori clandestini scoperti, dopo l'identificazione, sono stati accompagnati alla frontiera per l'espulsione.
Fonte: Gazzetta della Murgia.it
 
 
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