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INCHIESTA SU TEST AMMISSIONE A FACOLTÀ, ARRESTATO EX ASSESSORE MIGLIONICO
INCHIESTA SU TEST AMMISSIONE A FACOLTÀ, ARRESTATO EX ASSESSORE MIGLIONICO
mercoledì 25 luglio 2012
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C'e' anche Francesco Miglionico, odontotecnico, ex assessore alle attivita' produttive del Comune di Altamura tra i destinatari delle sei ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari emessi dal gip del Tribunale di Bari, nei confronti di altrettanti indagati dalla Procura della Repubblica, ed eseguite questa mattina all’alba dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza del capoluogo pugliese nell'ambito di una inchiesta contro una organizzazione che, in cambio di denaro, riusciva a facilitare i test di ammissione alle facolta' di medicina e odontoiatria di Napoli, Foggia e Verona. (Nella foto una Ferrari sequestrata dalle Fiamme Gialle)
Le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa al fine di commettere reati contro la pubblica amministrazione. Si tratta di Francesco Roberto Grassi, 58 anni, residente a Bari, ordinario di Odontostomatologia dell’Universita' del capoluogo pugliese; Andrea Ballini, 36, residente a Bari, tecnico informatico sempre dell’Universita'; Francesco Miglionico, 50, residente ad Altamura, odontotecnico e laureando in Odontoiatria (ma forse nel frattempo si è laureato come spiega una pubblicità radiofonica), all’epoca dei fatti assessore comunale alle Attivita' produttive; Amedeo Nardi, 52, residente a Bitritto, rappresentante di prodotti per l’ortodonzia; Giacomo Cuccovillo e Marco Magdalone, entrambi 27enni ed universitari, il primo residente a Triggiano, il secondo a Valenzano. Altre 27 persone tra docenti e dipendenti universitari, studenti e aspiranti matricole risultano indagate.
L’inchiesta e' stata avviata in seguito a controlli effettuati il 4 settembre del 2009, nelle sedi universitarie di Napoli, Foggia e Verona.

Al termine della prova d’esame alcuni dei candidati vennero trovati in possesso di un telefonino utilizzato per la ricezione delle soluzioni al questionario ministeriale. Le numerose altre perquisizioni nei confronti di tutte le persone coinvolte, a vario titolo, nell’attivita' illecita a Bari, oltre che Napoli, Foggia e Verona, hanno permesso il sequestro di una imponente documentazione utile alle indagini che ha portato all’individuazione di un’organizzazione criminale che sarebbe stata capeggiata dal professor Grassi. Questi, a seguito di precedenti indagini della Procura che nel 2008 avevano portato all’arresto di un suo collega, avrebbe escogitato un sofisticatissimo sistema informatico per continuare l’attivita' illecita che prevedeva la soluzione a tutte le risposte dei test in cambio di 30mila euro. Un’attivita' che ha fruttato all’organizzazione circa 250mila euro. Le indagini, delegate al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, hanno puntato l’attenzione sull’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso in Medicina e Chirurgia-Odontoiatria e Protesi dentaria che si sono tenuti per l’accesso agli anni accademici 2007/2008-2008/2009-2009/2010.
L’inchiesta ha portato alla luce, ritiene la Procura, una vera e propria organizzazione criminale. Sofisticato il sistema con il quale il docente universitario e i suoi complici riuscivano a fornire le risposte ai test ministeriali durante l’espletamento delle prove di ammissione nelle Universita' di Foggia, Napoli e Verona. Un metodo che non sarebbe stato possibile senza la complicita' di aspiranti matricole dell’Universita' di Napoli, alcune delle quali erano semplicemente complici dell’organizzazione, nel senso che il loro intento non era quello di superare il test e iscriversi all’Universita' ma solo di fotografare il questionario.
Il test ministeriale, infatti, e' identico per tutti gli atenei e viene svolto lo stesso giorno in tutte le facolta'. L’Universita' di Bari, pero', dopo la precedente inchiesta del 2007, era corsa ai ripari schermando totalmente le aule dove si tenevano i test. A Napoli, invece, i controlli erano ancora ordinari. I giovani aspiranti dentisti e i complici dell’organizzazione nascondevano il proprio cellulare (un palmare in grado di poter fotografare in maniera leggibile il test ministeriale) allacciandolo con una fascia elastica sulla gamba. Una volta entrati nell’aula e ottenuto il questionario, senza farsi notare lo fotografavano e lo inviavano alla centrale operativa di Altamura che faceva pervenire le domande al professor Grassi che a sua volta forniva le risposte che venivano poi trasmesse all’aspirante medico-dentista, che sceglieva di svolgere il test in altre sedi universitarie. Grazie alle attivita' investigative, svolte anche mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, e ai servizi di appostamento e pedinamento, l’Autorita' giudiziaria ha ricostruito i ruoli e le funzioni dei singoli componenti dell’organizzazione: il professor Grassi operava in qualita' di promotore, organizzatore e coordinatore dell’organizzazione. A lui spettava anche il compito di avvicinare le aspiranti matricole universitarie e proporre il superamento del test in maniera sicura, ma a pagamento. Inoltre, abusando della sua funzione di direttore del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria dell’Universita' di Bari, utilizzava la rete di contatti all’interno della comunita' scientifica di odontoiatria per ottenere, con scambio di utilita' e favori di vario titolo, le informazioni e le collaborazioni indispensabili per la programmazione nei minimi dettagli del disegno criminoso.
Suo braccio destro, sarebbe stato il tecnico informatico Ballini che, oltre ad avvicinare altri possibili 'clienti' aspiranti dentisti, era, proprio per le sue capacita' informatiche, colui che si era occupato di allestire ad Altamura la centrale operativa dell’organizzazione. La vera sorpresa per gli inquirenti e' stata, poi, quella di scoprire che questa sede era ubicata nell’abitazione di un esponente politico di Altamura, l’assessore Miglionico, odontotecnico, ma con l’aspirazione in quel momento di poter conseguire la laurea in Odontoiatria. La sua 'sala operativa' era dotata di cinque computer, cinque telefoni palmari e tre distinti accessi internet. L’accesso a questa struttura era permesso solo a sette persone (tra i quali i sei arrestati) che elaboravano ed inviavano via internet, sugli account di posta elettronica di ciascuno dei candidati da favorire, le risposte al questionario ministeriale della prova di ammissione, ricevuto via internet da alcuni complici che stavano eseguendo la medesima prova all’Universita' di Napoli. Il rappresentante di prodotti per l’ortodonzia, Nardi e i due universitari Cuccovillo e Magdalone, oltre che essere operativi nella sede di Altamura, avevano a loro volta il ruolo di reclutamento delle aspiranti matricole universitarie. Oltre alle sei misure personali restrittive, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari hanno sequestrato i beni mobili ed immobili intestati al presunto capo dell’organizzazione, il professor Grassi, fino al raggiungimento dell’ammontare del profitto o del prezzo del reato accertato pari a 240mila euro desunto dal valore delle somme ricevute dalle aspiranti matricole in cambio della promessa del superamento dell’esame di ammissione. L'operazione e' stata denominata 'Apollonia'.
Fonte: notizie on line
 
 
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