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Riqualificazione periferie Altamura, manca firma delle imprese
Riqualificazione periferie Altamura, manca firma delle imprese
sabato 2 aprile 2011
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Manca ancora la firma delle quattro aziende coinvolte nel Programma Integrato per la riqualificazione delle periferie (Piro) per i quartieri di via Selva e San Pasquale con propaggini anche nelle nuove zone di Trentacapilli e Lama di Cervo il cui schema di convenzione è stato approvato, ormai il 17 gennaio scorso, dal Consiglio comunale di Altamura.

Una scuola elementare e una materna, un centro per disabili, un’area verde, con relative strade, la pubblica illuminazione, un sovrappasso ciclopedonale ma anche interventi sulla fogna e di edilizia residenziale (libera e convenzionata) e commerciale con una variante di 90 mila metri cubi: questi gli interventi previsti.

Nel progetto vengono investiti complessivamente 45 milioni di euro, dei quali 4 messi a disposizione dalla Regione Puglia e 6 dal Comune.

Le perplessità delle imprese edili, tra le più importanti della città, riunite in Associazione temporanea di Imprese, si sono basate finora sulle incertezze circa la reale disponibilità finanziaria da parte del Comune della quota ad esso spettante destinata poi a una parte degli interventi che l’Ati dovrebbe realizzare. Dubbi che sono stati anche esplicitati in una lettera.
Di fronte alle critiche dell’opposizione (che infatti nel voto finale si astenne) su questo aspetto, il sindaco Mario Stacca disse che si sarebbe provveduto mediante l’alienazione di beni di proprietà comunale. Il sindaco precisa nelle ultime ore che sulla disponibilità dei fondi comunali "non c'è alcun problema". Quindi sono pronti e disponibili.

Inoltre in Consiglio lo schema fu integrato e modificato con una serie di emendamenti proposti sia dalla maggioranza che dalla minoranza. Queste integrazioni non sarebbero state accolte di buon grado dalle aziende. Rispetto al momento in cui l’iter del Pirp è partito anche la situazione del mercato immobiliare e le previsioni sul fabbisogno residenziale sono mutati.

In ogni caso qualche passo avanti, garantisce l’assessore all’Urbanistica Vito Zaccaria, è stato fatto. “Firmando un disciplinare con la Regione - spiega - abbiamo sbloccato la parte dell’intervento pubblico riguardante il sovrappasso ciclopedonale (la struttura che collegherà la città ai nuovi quartieri oltre la circonvallazione ndr) e la sistemazione delle strade circostanti”. Verranno impiegati 2 milioni di euro derivanti da fondi Fesr della Regione.
Per ciò che riguarda le opere dei privati, sia quelle autofinanziate che quelle finanziate dal Comune, “su proposta delle aziende - precisa Zaccaria - l’intervento verrà rimodulato mediante una riduzione delle cubature proporzionale tra le une e le altre”.
La riduzione si attesterebbe tra il 20 e il 30%. A essere sacrificato, a quanto si apprende, sarebbe il Parco Urbano attrezzato di 44 mila metri quadrati. Ma l’assessore ribatte: “il Parco non si può toccare. Verranno eliminate le aree dove ci sono alcuni fabbricati preesistenti. Saranno riduzioni tecniche in fase esecutiva ma la variante rimane invariata. Queste modifiche sono state già proposte nel corso di due incontri alla Regione che penso non avrà nessun problema ad accettarle - aggiunge Zaccaria - visto che si tratta di una riduzione. In ogni caso aspettiamo dalle ditte gli atti tecnici ufficiali. Poi la proposta dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale. Il progetto comunque non ne esce sconvolto. Questo dimostra che il Comune va avanti lo stesso e non ci blocchiamo nonostante le perplessità delle aziende. Del resto la rimodulazione sta interessando tutti i comuni visto che le condizioni non sono quelle di qualche anno fa. Non ci scoraggiamo: se le aziende ci stanno è bene altrimenti possiamo sempre mettere all’asta i metri cubi”.

Intanto però arriva la notizia di un ricorso al Tribunale amministrativo regionale presentato dalle quatro aziende contro la convenzione approvata dal Consiglio.

"C’è da domandarsi cosa abbiano fatto, il sindaco e i suoi - si chiedeva il Movimento Aria Fresca qualche tempo fa in una nota - nei mesi trascorsi dalla ratifica della megavariante urbanistica prevista dal Pirp (Consiglio del 29 luglio 2010 ndr) sino al voto sulla convenzione del 17 gennaio 2011. Perché non hanno verificato la disponibilità attuale delle imprese a realizzare il Pirp prima di portare in consiglio la convenzione?"



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Fonte: notizie on line
 
 
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